Pfas. Guarda, Bartelle, Ruzzante: «Studio epidemiologico, perché non è mai partito?»

Una delibera di Giunta del 2016 incaricava l’Istituto Superiore di Sanità di predisporre uno studio epidemiologico sulla popolazione esposta alla contaminazione da sostanze perfluoroalchidiche (PFAS). Ieri il direttore del dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS, audita dalla Commissione Ecomafie, ha però dichiarato che lo studio non è mai partito. Guarda, Bartelle e Ruzzante depositano un’interrogazione.

Venezia, 18 luglio 2019 – «La Giunta Zaia ci deve spiegare perché lo studio epidemiologico previsto dalla DGR n. 661/2016 non è mai stato effettuato. La Giunta approva delibere che poi non mette in atto?». Così i consiglieri regionali Cristina Guarda (Civica per il Veneto) Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che nella mattinata di oggi hanno depositato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta regionale spiegazioni in merito alle dichiarazioni rese dal direttore del dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito di una audizione in Commissione Ecomafie. «Il direttore ha detto che lo studio di coorte residenziale sul nesso tra esposizione esterna, dose interna ed effetti sulla salute per ogni residente, previsto dalla delibera di Giunta, non è mai partito. Ma era stata proprio la Giunta a ritenere opportuno condurre uno studio epidemiologico rimandando a successivi provvedimenti i finanziamenti necessari per lo stesso», aggiungono i tre consiglieri regionali, che chiosano: «ora scopriamo che lo studio epidemiologico non è mai stato fatto, chiediamo che Zaia e la sua Giunta ci dicano perché». «Sono anni che lo studio epidemiologico è chiesto a gran voce non solo dall’opposizione in consiglio regionale, ma soprattutto da professionisti anche di fama internazionale e dai cittadini che ormai da tempo sono coscienti che la sola presa in carico sanitaria è poco utile ai fini di perseguire i responsabili dell’inquinamento per disastro sanitario e non solo ambientale. Anche l’anno scorso abbiamo chiesto di inserirlo nel Piano socio sanitario, ma la maggioranza ha votato contro», puntualizzano Guarda, Bartelle e Ruzzante. «Considerato che uno studio epidemiologico fornirebbe un risultato concreto, scientificamente fondato, sul nesso causa-effetto e le connessioni tra la contaminazione da Pfas e le diverse patologie, riteniamo che debba essere effettuato quanto prima. Altrimenti la Regione rischia di dare l’impressione di non voler andare a fondo sulla questione Pfas, rinunciando a indagarne appieno le implicazioni sulla salute dei cittadini», concludono i tre consiglieri regionali.

Cristina Guarda (Civica per il Veneto), consigliera regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Polesine e Diritti di pesca. “Bartelle: bene l’ipotesi dei 15 anni ma adesso l’importante è finalizzare”

Venezia 18.07.2019

“il 15.05.2019 la Provincia di Rovigo aveva approvato il testo di una Convenzione per la concessione dei diritti di pesca al Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine dal 01.06.2019 al 30.09.2021 in relazione alle acque marine interne ricadenti nei Comuni di Porto Tolle e Ariano Polesine”

“il 18.05.2019 la Provincia, prima della sottoscrizione della Convenzione, ha ricevuto un interpello da parte di una società immobiliare la quale chiedeva di avere conferma che la concessione non fosse rinnovata e che i diritti sarebbero stati affidati tramite asta”

Così la Consigliera regionale Bartelle di Italia in Comune, la quale ha sin da subito seguito da vicino la vicenda, che aggiunge
“il 30.05.2019, forse troppo precipitosamente, la Provincia, con la delibera n. 19 si affrettava a revocare la precedente delibera di approvazione del 15.05.2019 nella quale si riferisce ‘l’Agenzia […] Immobiliare […] chiede che la concessione […] non venga […] prorogata’”.

“trattandosi semplicemente di una domanda rivolta alla Provincia, questa, avrebbe potuto chiedere chiarimenti all’interpellante o comunque limitarsi a rispondere all’interpello anziché assumere in tempi così brevi (12 giorni) una delibera i cui effetti sono così gravi e pesanti per l’economia locale”

“Fortunatamente – continua Bartelle – in questi giorni la stampa locale riferisce che la Provincia, in concerto con il Prefetto di Rovigo e alla luce di un parere da quest’ultima richiesto all’avvocatura dello Stato, starebbe perfezionando un atto che consentirebbe di affidare i diritti di pesca ai pescatori per quindici anni”

“sarebbe un passo importantissimo perché consentirebbe ai pescatori di fare una pianificazione degli investimenti a lungo termine – conclude la Bartelle – ed è importante che si giunga ad una sua finalizzazione con serenità e fermezza evitando di assumere posizioni affrettate e radicali come quella della delibera del 30.05.2019 che ha ingenerato nella popolazione locale allarmismo e preoccupazione”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Ruzzante, Bartelle: «La Regione Veneto ha troppi dirigenti (1 ogni 12 dipendenti) e con i derivati continuiamo a dare soldi alle banche (9 milioni di euro nel 2018). Lo dice la Corte dei Conti»

Venezia, 12 luglio 2019 – «I due titoli derivati sottoscritti dalla Regione del Veneto finiscono anche quest’anno sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti: nel 2018 ci sono costati 8.862.296,44 euro, cioè quasi 9 milioni. Il valore di mercato è negativo per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro (precisamente 49.663.840,59 euro)».

Così i consiglieri Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) a margine della presentazione del giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione Veneto per l’esercizio finanziario 2018. 

«Il consiglio regionale – ricorda Ruzzante – si è già espresso sulla questione degli strumenti derivati, approvando nel maggio 2018 una mia mozione che impegna la Giunta ad intervenire sugli elementi di criticità già rilevati proprio dalla Corte dei Conti anche lo scorso anno. Perché Zaia non ha rinegoziato i due titoli con le banche, alle quali ogni anno la Regione versa circa 9 milioni di euro dei cittadini del Veneto? Va anche detto che lo strumento dei derivati fu agevolato dal governo Berlusconi-Lega, quando agli enti locali veniva detto di investire in questi titoli. Una scommessa coi soldi dei contribuenti, contro il principio cardine della pubblica amministrazione cioè la programmazione. Un azzardo che i cittadini del Veneto stanno ancora pagando». 

«La Corte dei Conti – aggiungono Ruzzante e Bartelle – sottolinea anche l’aumento del numero dei dirigenti in rapporto a quello dei dipendenti. Sotto questo aspetto la Regione Veneto era già nel 2016 la peggiore del Nord, con 1 dirigente ogni 13,99 dipendenti. Nel 2018 il rapporto scende addirittura a 1 dirigente ogni 12,02 dipendenti. Ha inciso molto probabilmente Azienda Zero, il carrozzone burocratico della sanità veneta creato da Zaia, inaugurata nel 2018 con 54 dirigenti su 305 dipendenti (1 su 6). Altro che “buona ed efficiente amministrazione”!».

«Infine – concludono i due consiglieri regionali – la Corte dei Conti scrive che è necessario un maggiore controllo nei confronti degli enti strumentali e delle partecipate regionali». 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Edilizia residenziale pubblica. Ruzzante, Bartelle, Guarda: «Aumenti per il 70% delle famiglie, riforma ingiusta voluta dalla Lega» «Zaia ha azzerato l’addizionale Irpef al 12% più ricco, ma aumenta del 30-40% i canoni delle case popolari. Non è difficile capire da che parte sta la Lega ex-Nord»

Venezia, 12 luglio 2019 – «Sono gli effetti della riforma dell’ottobre 2017, firmata Lega e Giunta Zaia, a cui ci siamo fermamente opposti. Pagheranno un canone maggiore il 70% delle famiglie circa, con aumenti del 30-40% con punte addirittura del 50%. Parliamo di situazioni economiche di certo non agiate, ci sono famiglie monoreddito e anziani soli che si trovano in difficoltà. La Giunta diceva che il nuovo Isee Erp sarebbe servito per sbattere fuori i “ricconi” dalle case popolari, ma non è così».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP), tre dei tredici consiglieri regionali ad aver votato “No” il 26 ottobre 2017 al progetto di legge n. 167 “Norme in materia di Edilizia Residenziale Pubblica”, ora legge regionale n. 39/2017 in base alla quale la Giunta regionale ha successivamente emanato il nuovo Regolamento che prevede gli aumenti. 

«Chi ha 800€ di pensione al mese – spiega Patrizia Bartelle – da 50€ di canone è passato a 100, per effetto della 14esima. Perciò a fronte di un aumento reddituale di circa 600 euro annui, si ritrova con un canone secco di €1200 complessivi annui, invece dei 600 che pagava prima: in pratica quello che il pensionato riceve dallo Stato, la Regione se lo riprende».

«Una vera ingiustizia – commentano Ruzzante, Bartelle, Guarda – che ha il sapore di una tragica presa in giro. Dietro questi numeri ci sono persone in carne ed ossa, famiglie di cittadini del Veneto. E non stiamo parlando di quel 12% di cittadini più ricchi a cui Zaia e la Lega hanno tagliato l’addizionale Irpef».

«Denunciamo le storture della riforma Erp già dall’aprile 2017 – aggiunge Piero Ruzzante – quando con dei volantinaggi informammo i residenti padovani dei prevedibili effetti della nuova legge. Durante il dibattito in consiglio regionale siamo riusciti ad ottenere qualche piccola miglioria, ad esempio è stato bocciato il contratto d’affitto di tipo privato. Sull’aumento dei canoni, invece, la Lega si è impuntata e non ha voluto sentire ragioni». 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Rete ospedaliera polesana. Bartelle, Ruzzante, Guarda: “serve una interconnessione efficace tra le strutture per garantire il servizio”

Venezia 12.07.2019 
“Il Polesine è una specificità territoriale del Veneto, lo dice lo Statuto Regionale e lo conferma il Piano Socia Sanitario appena approvato”
“la rete ospedaliere polesana si compone di sei strutture: 2 a Rovigo e le altre a Trecenta, Adria, Porto Viro e Occhiobello. Facendo un calcolo approssimativo la distanza media tra l’una e l’altra è di circa 40 chilometri, la distanza minore è tra le due strutture rodigine distanti circa 4 chilometri l’una dall’altra mentre la maggiore sono i 70 chilometri che dividono Trecenta da Porto Viro”
Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (LIberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono:
“l’attuale sistema delle classi di priorità per le prestazioni sanitarie, gestito su base provinciale, prevede che l’utente non possa decidere in quale struttura la prenotazione venga fissata e nel caso di rifiuto del luogo assegnato la priorità viene persa”
“nelle zone in cui gli ospedali sono molto vicini l’uno all’altro si tratta di un inconveniente quasi impercettibile ma la specificità territoriale del Polesine tutto si amplifica dismisura e il problema è reale ed è essenziale che sia garantita una interconnessione efficace tra le strutture anche attraverso l’organizzazione del trasporto pubblico”
“abbiamo quindi depositato una interrogazione per chiedere alla Regione di realizzare un sistema che consenta agli utenti delle rete ospedaliere polesana di spostarsi agevolmente tra le varie strutture senza dover necessariamente ricorrere all’utilizzo di mezzi propri”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista Amp

Ruzzante, Bartelle, Guarda: «Legge Speciale Venezia, con Zaia presidente mai ottenuti finanziamenti. Nel frattempo la Laguna si ammala»

«Enorme occasione sprecata, mandati in fumo 9 anni di risorse da cui avrebbe tratto beneficio tutto il Veneto. Quei soldi si sarebbero potuti usare per la bonifica dei siti inquinati, ad esempio la ex C&C di Pernumia»

Venezia, 11 luglio 2019 – «Ma quale autonomia? Zaia fa teatro, se ne inventa ogni giorno una di nuova, ma se non è nemmeno in grado di ottenere i finanziamenti statali già previsti da norme statali? La Legge Speciale per Venezia non viene finanziata dal governo da 9 anni, cioè da quando c’è Zaia alla presidenza della Regione».

Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP) dopo la presentazione in seconda commissione consiliare della relazione sullo stato di attuazione degli interventi finanziati con i fondi della Legge Speciale per Venezia.

«Ho votato contro al documento – dichiara Ruzzante – in segno di protesta contro il mancato finanziamento da parte del governo». «Cos’hanno fatto Zaia e la Lega in questi 9 anni per ottenere il rifinanziamento della Legge Speciale? Quello è un pezzo di autonomia che esisterebbe già, ma che è rimasto sulla carta – sottolineano i tre consiglieri –. In politica come nella vita vale una regola: ogni lasciata è persa. Così Zaia ha sprecato 9 anni, un’occasione mandata in fumo anche adesso che la Lega governa il Paese». 

«Così la Regione ha perso risorse che valgono non solo per Venezia ma per tutto il Veneto. Ad esempio – spiega Ruzzante – i soldi della Legge Speciale si potrebbero usare per finanziare l’urgente piano di bonifica della ex C&C di Pernumia, come previsto da una mozione di cui sono primo firmatario approvata all’unanimità dal consiglio regionale». «La verità è che la Lega ex-Veneta ed ex-Nord quando governa a Roma i soldi li porta e li ha sempre portati altrove, lasciando ai cittadini del Veneto soltanto le chiacchiere e purtroppo – aggiungono Ruzzante, Bartelle e Guarda – i gravissimi dati ambientali che il documento che ci è stato presentato oggi non manca di sottolineare». 

«La relazione evidenzia infatti diversi sforamenti rispetto agli obiettivi guida previsti dalla norma statale sulla qualità delle acque della laguna di Venezia, soprattutto per quanto riguarda gli erbicidi somma composti che superano anche i livelli previsti dalla normativa ambientale. L’erbicida maggiormente responsabile degli sforamenti è il Metolachlor, in particolare nel 2016 è stato riscontrato il superamento dello standard di qualità media annua (SQA-MA) per ben 24 volte nel Bacino Scolante della Laguna di Venezia, il valore più alto mai riscontrato. Altre sostanze per le quali si rilevano superamenti di diversa entità sono: Vanadio, Molibdeno, Nichel, Boro, Arsenico, Rame, Zinco, Cromo, Composti organici aromatici (nel bacino Fiumazzo), Fosforo e Azoto. In particolare si registrano sforamenti nel bacino di bonifica Adige Bacchiglione e nel bacino Fiumazzo», concludono Ruzzante, Bartelle, Guarda. 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Colline del Prosecco patrimonio UNESCO. Bartelle (IIC): “la nomina sia occasione per risolvere le problematiche relative ai pesticidi sollevate da associazioni, comitati e cittadini”

“Erano in molti ad essere contrari alla candidatura a sito UNESCO delle colline del Prosecco perché un simile riconoscimento dovrebbe essere sinonimo di un luogo in cui tutti i soggetti coinvolti convivono e si sostengono vicendevolmente mentre, invece, in questo caso non è così”
“Associazioni come WWF, Legambiente, Pesticide Action Network, Marcia Stop pesticidi e Colli Puri hanno chiaramente denunciato le criticità relative ai possibili effetti della viticoltura intensiva e dell’uso dei pesticidi”
Così la Consigliera regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge 
“Parliamoci chiaro, è una realtà in cui i vigneti lambiscono le aree abitate e i luoghi sensibili come gli asili e le scuole. Emblematico è il caso di San Giacomo di Veglia (Vittorio Veneto) al centro di una battaglia tra il Comune e un’azienda agricola che ha realizzato il vigneto a ridosso di un asilo. Ma non è l’unico caso”
“Ora che l’area è patrimonio UNESCO e che, almeno così dice la Lega, i turisti e gli introiti decuplicheranno allora queste nuove risorse dovranno essere impiegate per risolvere concretamente le problematiche del territorio”
“Aspetterei quindi – chiosa Bartelle – a cantare vittoria perché se la situazione involverà verso una ulteriore massificazione della produzione e una incontrollata invasione di turismo allora finirà che assisteremo anche ad un abbandono di queste aree da parte dei residenti. Praticamente quello che da anni accade a Venezia”
“Come Consigliera regionale impegnata anche in materia di ambiente sono, come sempre, a disposizione di chiunque intenda concretamente impegnarsi in difesa dell’ambiente e della salute. L’ho già fatto con PAN Italia per la consegna della documentazione sui pesticidi presso la sede UNESCO di Venezia”
Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

L’alga sudamericana che sta asfissiando la fauna acquatica autoctona si chiama Ludwigia Grandiflora. Bartelle (IIC), Ruzzante (LeU) e Guarda (AMP): “depositata interrogazione per chiedere alla Regione di intervenire con urgenza”

“Apprendiamo con preoccupazione la notizia apparsa oggi su La Nuova Venezia per cui la rete idrica del nostro territorio è contaminata da un’alga, la Ludwigia Grandiflora, originaria del Sudamerica, che sta proliferando senza controllo causando carenza di ossigeno nell’acqua e di conseguenza l’asfissia della fauna acquatica”

Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (IIC), Piero Ruzzante (LEU) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono:

“oltre alla questione ambientale non devono essere sottovalutate le possibili ricadute sul turismo, infatti, La Nuova Venezia identifica l’area contaminata tra il Mirese e il Miranese. La prima si trova nello splendido paesaggio della riviera del Brenta mentre la seconda nel Graticolato Romano ed entrambe attirano turismo anche per le numerose ville venete che si trovano in questi territori”

“Abbiamo quindi depositato una interrogazione per chiedere alla Regione quali misure urgenti intenda porre in essere per contenere il problema al più presto”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale

Piero Ruzzante, Liberi e Uguali, Consigliere Regionale

Cristina Guarda, Lista Amp, Consigliera Regionale

CSA Adria. La Voce di Rovigo titola ‘Barbierato ‘salva’ la Passadore’. Il commento della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (IIC)

Venezia 05 luglio 2019

“La presidente del CSA Sandra Passadore non si è presentata all’incontro in Prefettura chiesto dalle Oo.Ss. per affrontare gli ormai annosi problemi che vivono sia gli operatori che gli ospiti della casa di riposo di Adria.”

“Niente di nuovo sotto questo sole cocente di luglio: Passadore già in passato si era sottratta al confronto democratico con i Sindacati e con le forze politiche in Consiglio Comunale.”

Così la Consigliera Regionale di Italia in Comune Patrizia Bartelle che aggiunge

“La vera novità è la posizione del Sindaco di Adria Omar Barbierato, che ha scelto di stoppare la richiesta di commissariamento della struttura avanzata dai Sindacati, inibendo di fatto ogni possibile intervento del Prefetto presso la Regione Veneto.”

“Ora serve a poco ricordare che, solitaria e criticata, già da tempo avevo chiesto quello che oggi chiedono tutti: rimuovere la Presidente Passadore.” 
“Serve di più chiedersi perché Barbierato resti passivo in questa situazione.”

“Forse – continua Bartelle – spera che i sei mesi che mancano alla scadenza di questo Cda passino in fretta? Oppure ha fatto dell’immobilismo la vera ragion d’essere della sua amministrazione? Lo scopriremo nei prossimi mesi.”

“Nel frattempo niente impedirebbe all’Assessore Regionale alla sanità di nominare un Commissario al Csa pochi giorni prima che scada la Passadore, vanificando così le scelte per un nuovo Cda che Barbierato sembra intenzionato a voler fare.”

“È per questo – conclude Bartelle – che insieme agli amici di Italia in Comune abbiamo deciso di chiedere a nostra volta un incontro al Prefetto, per sollecitarla comunque ad un intervento ma anche per renderci disponibili ad ogni passo formale che sia possibile fare in Regione Veneto.”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Colline del Prosecco e Unesco, Bartelle (IIC) risponde a Rizzotto (ZP) “paragonare le divergenze politiche tra i componenti di un gruppo consiliare e le proteste di chi lotta per ambiente e salute rende l’idea della considerazione che la Rizzotto ha per queste persone. Persa ottima occasione per tacere”

“Del tutto gratuitamente la collega Rizzotto mi ha attaccato affermando che non essendo io in armonia per essere uscita (ad ottobre 2018) dal gruppo consiliare di cui facevo parte, oggi non posso parlare di armonia tra l’ambiente, i cittadini e il paesaggio delle colline del Prosecco”

Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge

“è un parallelismo, quello tra le divergenze politiche e le preoccupazioni di chi lotta per il proprio ambiente e la propria salute proposto dalla Rizzotto, che non ha alcun fondamento e che, francamente, poteva risparmiarsi”

“vorrei ricordare – aggiunge la Bartelle – che in Veneto vige ancora la Costituzione Italiana e con essa anche il principio di democraticaità perciò le opinioni divergenti dalle sue sono tutte legittime e vanno rispettate soprattutto da una rappresentante dei veneti quale è, come me, la Rizzotto che in questo frangente ha perso un’ottima occasione per tacere”

“Tanto più – precisa la Bartelle – che ho appoggiato le posizioni di PAN Italia spiegando di non essere in linea di massima contraria alla candidatura ma evidenziando come, proprio in virtù del già richiamato principio di democraticità, chi è chiamato a giudicare è giusto sia messo in condizioni di farlo avendo a disposizione quante più informazioni possibili”

“chissà cosa ne pensano i genitori dei bambini di quella scuola dell’infanzia del Trevigiano lambita da un vitigno trattato con pesticidi della ‘strategica opportunità di sviluppo del territorio’ così fortemente promossa dalla Rizzotto.”

“Un consiglio – conclude Bartelle – la Lega in Veneto ha già la metà dei voti, se prestasse più ascolto alle proteste anziché dell’armonia della sottoscritta, aumenterebbe ancora la propria popolarità”

Patrizia Bartelle, Italia in Comune, Consigliera Regionale