Guarda (Lista AMP), Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune): «Disabilità, la Regione Veneto si faccia portavoce presso il governo delle giuste richieste di Anffas»

«Una mozione in consiglio regionale, per far fronte al disagio manifestato dalle famiglie delle persone con disabilità»

Venezia, 19 giugno 2019 – «Non si può restare inerti di fronte all’appello contenuto nella mozione generale approvata dall’assemblea Anffas nazionale il 31 maggio a Roma, un documento che prende le mosse da un’amara constatazione: i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari vengono oggi e sempre più negati. Una situazione di discriminazione, disagio ed emarginazione, che quotidianamente ci viene segnalata dalle famiglie della nostra regione e alla quale crediamo si debba dare una risposta concreta. A partire dalle risorse: senza fondi, i diritti restano sulla carta». Così i consiglieri regionali Cristina Guarda (Lista AMP), Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di oggi hanno depositato una mozione presso il consiglio regionale del Veneto proponendo che la Regione del Veneto si faccia portavoce presso il governo delle 20 richieste di Anffas, che in attesa di una risposta del ministro Fontana ha proclamato lo stato di mobilitazione permanente. «Chiediamo a tutti i consiglieri regionali, di maggioranza e minoranza, di sottoscrivere questa mozione per una tutela concreta e reale dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie», concludono i tre consiglieri regionali. 

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Zona Economica Speciale, Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU) e Guarda (Lista AMP): “la Regione venga ad illustrare in Commissione Consiliare i suoi piani sulla ZES”

“Si fa un gran parlare di Zona Economica Speciale per il Polesine, qualcuno dice che vi rientra l’area di Porto Marghera, qualcun altro che la sua istituzione attirerebbe miliardi di euro e decine di migliaia di posti di lavoro” 
“Cosa si stia realmente muovendo in realtà non è così chiaro infatti dei molti interlocutori che sinora si sono spesi sul tema ZES nessuno ha messo nero su bianco quali dovrebbero essere in concreto le caratteristiche del progetto”
Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono
“di sicuro c’è che la Regione Veneto ‘sulla complessa partita delle Zone Economiche Speciali’ si è presa l’impegno di chiedere ‘con forza che si tenga conto della particolare realtà di Porto Marghera e del Polesine’ come riferito dal comunicato stampa regionale n. 583 del 16 aprile scorso”
“Ma allora – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – è necessario che i dettagli del piano relativo alla ZES siano illustrati alla competente commissione del Consiglio Regionale. Per questo stamane abbiamo depositato una interrogazione che ci auguriamo riceva pronto riscontro altrimenti si potrebbe pensare che forse la questione ZES venga utilizzata solo a scopo propagandistico”
“Infine – continuano Bartelle, Ruzzante e Guarda – c’è una certa preoccupazione in relazione a quanto riferito da Confindustria ossia che l’area potrebbe interessare 385 ettari definiti ‘dismessi’. Stiamo parlando di aree già antropizzate ed inutilizzate o si delinea all’orizzonte l’ennesimo consumo di suolo veneto?”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista AMP

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Lista AMP): «Ai nati in Veneto niente asilo, ma bandiera veneta sì. Sono queste le politiche per la famiglia della Lega?»

«Ai figli degli stranieri niente cittadinanza, ma il gonfalone mandato a casa»

Venezia, 19 giugno 2019 – «”Consegna della bandiera veneta ai neonati”: siamo sbalorditi, sarebbero queste le politiche per la famiglia della Lega? Al di là della schizofrenia leghista per cui un giorno si svegliano sovranisti e il giorno dopo secessionisti, preoccupa che siano queste le priorità della Lega in una regione dove per molte famiglie l’accesso all’asilo nido resta ancora un miraggio. Invece di investire risorse per potenziare questi servizi, nel febbraio 2017 hanno fatto una legge per bloccare le iscrizioni agli asili alle famiglie provenienti da fuori regione. E ora stanno dicendo a quelle stesse famiglie: i vostri figli non avranno l’asilo, ma tranquilli, vi regaliamo la bandiera del leòn!». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) a margine della seduta della prima commissione permanente del consiglio regionale del Veneto, nella quale si è discusso il pdl n. 392 proposto dalla Lega “Consegna della bandiera veneta ai neonati – Modifiche e integrazioni alla Legge regionale 20 maggio 1975, n. 56 “Gonfalone e stemma della Regione” a cui Ruzzante e Bartelle hanno votato contro. «Addirittura con il progetto di legge della Lega la bandiera veneta sarà consegnata anche alle famiglie straniere, a quei bambini a cui non vogliono nemmeno dare la cittadinanza italiana! Quindi: niente cittadinanza, niente asilo, però ti becchi la bandiera del leone… Verrebbe da dire: oltre il danno, la beffa», aggiungono Ruzzante, Bartelle e Guarda. «Non è la prima volta che la Lega interviene sulla legge che regola l’utilizzo del gonfalone – sottolineano i tre consiglieri –, nel settembre 2017, in piena campagna elettorale per il referendum sull’autonomia, hanno introdotto l’obbligo di esposizione della bandiera del Veneto negli edifici pubblici nazionali e sulle imbarcazioni pubbliche e private se acquistate col contributo della Regione. Un obbligo poi dichiarato illegittimo dalla Corte istituzionale, che ha anche bocciato la legge sugli asili nido ristabilendo ancora una volta che tutti i bambini sono uguali di fronte alla legge». «Resta un’ultima domanda: se avevano introdotto l’obbligo di esporre la bandiera veneta su tutti i natanti di proprietà pubblica, perché sulle barche del consiglio regionale c’è solo quella italiana?», concludono Ruzzante, Bartelle e Guarda.

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

Tecnologia 5G. Bartelle, Ruzzante, Guarda: “incosciente iniziare una sperimentazione senza prima aver chiare possibili conseguenze sulla salute”

“Sappiamo che la tecnologia 5G prevede l’installazione di un numero indefinito di nuove antenne in aggiunta a quelle già esistenti.”

“Sappiamo anche che le tecnologie precedenti sono già state oggetto di studi sui rischi per la salute umana e addirittura che l’OMS ha inserito la tecnologia 4G tra i probabili elementi cancerogeni”

Così i Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Lista AMP) che aggiungono 

“Sulla base di queste premesse abbiamo presentato l’interrogazione a risposta scritta n. 725 del 3 aprile scorso (link http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=56&c=11&p=56&e=60&t=0&key=1936468) alla quale la Regione ha risposto che ‘le installazioni 5G con nuova tecnologia non sono ancora state eseguite in Veneto e lo saranno solo quando a livello nazionale il sistema ISPA/ARPA avrà definito la metodologia per le valutazioni preventive’”

“In ogni caso – concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda – anche se, per ora, in Veneto eventuali rischi correlati alla tecnologia 5G sono più lontani che in altre zone d’Italia, la soglia di attenzione deve rimanere alta e iniziative come quella di domani (venerdì 15.06.2019) per dire #STOP5G vanno viste con favore”

Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali

Cristina Guarda, Consigliera Regionale, Lista AMP

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune), Guarda (Lista AMP): «Agenda 2030, Veneto in grave ritardo sull’obiettivo ambientale»

«Obiettivi sviluppo sostenibile dell’Onu, le statistiche della Giunta regionale: in generale meglio del resto di Italia, ma restano criticità in ambito ambientale»

Venezia, 12 giugno 2019 – «Leggendo la pubblicazione di maggio 2019 delle “Statistiche flash” del Sistema statistico regionale, titolo “L’agenda 2030, una sfida per il Veneto”, c’è un dato che balza agli occhi: a differenza della maggior parte degli indicatori, sui quali il Veneto mostra livelli di sostenibilità migliori della media nazionale (11 indicatori su 17), ce n’è uno in cui la nostra regione è terribilmente in ritardo.

È il caso dell’obiettivo “Vita sulla terra”, dove il Veneto totalizza il punteggio di 73,6 contro il 97,7 della media nazionale». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), Patrizia Bartelle (Italia In Comune) e Cristina Guarda (Lista AMP), che in una nota commentano l’elaborazione dell’Ufficio di Statistica della Regione Veneto basata su dati Istat e ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) relativi all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2015.

L’obiettivo 15, Vita sulla terra, prevede di “Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre”: il punteggio del Veneto, fatto 100 il valore italiano del 2010 scende da 75,6 a 73,6  tra il 2010 e il 2017. «Sono gli stessi tecnici della Giunta a spiegare le ragioni di questo ritardo: “permangono alcune criticità in ambito ambientale – si legge nel documento – legate soprattutto all’eccessivo consumo di suolo, all’inefficienza delle reti idriche e alle difficili condizioni dell’aria nelle città”.

Insomma, proprio quello che diciamo ogni giorno – commentano Ruzzante, Bartelle e Guarda – quando parliamo di emergenza ambientale e di Veneto terra martoriata, sentendoci rispondere da Zaia e dalla Lega che invece non c’è alcun problema». 

«Del resto – aggiungono i tre consiglieri regionali – se Veneto e Lombardia sono le regioni in cui negli ultimi decenni le coperture artificiali sono cresciute di più, arrivando rispettivamente al 12,35% e al 12,99% di consumo di suolo, una qualche connessione con le scelte di chi governa queste due regioni da vent’anni a questa parte forse ci sarà!».

«Ora che a certificare la grave mancanza del governo regionale nell’affrontare questo problema non sono quei cattivoni dei consiglieri di opposizione, ma gli stessi uffici della Giunta, forse Zaia cambierà idea? O dirà ancora che va tutto bene, madama la marchesa?», concludono Ruzzante, Bartelle e Guarda. 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Cristina Guarda (Lista AMP), consigliera regionale

http://statistica.regione.veneto.it/pubblicazioni_statistiche_flash.jsp

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune): «Business del compost, scenario inquietante descritto da Fanpage.it»

«Presentata interrogazione: sono state o saranno effettuate verifiche da Arpav?»Venezia, 11 giugno 2019 – «L’inchiesta pubblicata da Fanpage.it getta pesanti ombre sul giro d’affari che ruota attorno al compostaggio industriale in territorio Veneto. L’ennesima ferita aperta nella martoriata terra veneta, dove il business viene prima della tutela dell’ambiente e della salute umana. È preoccupante, per questo abbiamo depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale se in questi anni siano mai stati svolti dei controlli, anche tramite Arpav, sulla produzione e sullo sversamento del compost». Così i consiglieri regionali Piero Ruzzante (Liberi E Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune), che nella giornata di oggi hanno presentato l’interrogazione “COMPOSTAGGIO DEI RIFIUTI IN VENETO: SONO STATE O SARANNO EFFETTUATE VERIFICHE SU QUANTO EMERGE DAL REPORTAGE GIORNALISTICO APPARSO SU FAN PAGE.IT?”. «Desta qualche perplessità – aggiungono i consiglieri regionali – la notizia che una delle aziende che fanno riferimento al socio privato di Sesa abbia donato alla Lega 30 mila euro: si tratterebbe di un finanziamento del tutto inopportuno, da parte di chi riceve autorizzazioni dalle amministrazioni locali ed è in affari con il Comune di Este». «L’aspetto più inquietante – concludono Ruzzante e Bartelle – resta in ogni caso quello relativo al tentativo da parte di Sesa, secondo quanto si evince dall’articolo di Sacha Biazzo e Carla Falzone, di “controllare” l’inchiesta giornalistica tramite un’offerta commerciale di ben 300 mila euro alla direzione di Fanpage.it». Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale. Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Adria-Mestre, Bartelle (IIC), Ruzzante (LEU) “nel 2022 finalmente il servizio sarà affidato ad altra compagnia ma nel frattempo la Giunta deve far fronte ai disservizi, approvato il nostro ordine del giorno”

Il 28 maggio scorso – rispondendo ad una interrogazione (la n. 733) presentata dai Consiglieri Regionali Bartelle, Ruzzante e Guarda con la quale si chiedeva alla Giunta di sostituire Sistemi Territoriali – la Regione ha annunciato informato che il contratto di servizio scadrà a fine 2019 e che ‘è previsto che la Società Sistemi Territoriali non partecipi alla procedura di affidamento del servizio’
Il contratto però sarà prorogato di altri 3 anni per ‘attivare le procedure di acquisto di nuovo materiale rotabile nonché di predisporre e bandire una procedura ad evidenza pubblica per il definitivo affidamento del servizio in questione ad un soggetto qualificato per il proseguimento ed il miglioramento del servizio nei suoi parametri fondamentali (affidabilità e puntualità)’ quindi se ne riparla nel 2022”
I Consiglieri Regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) oggi rilanciano:
“Stamane il Consiglio Regionale ha approvato il nostro Ordine del Giorno con il quale abbiamo chiesto alla Giunta, per il periodo relativo alla proroga, di considerare un aumento di spesa per migliorare concretamente i servizi resi all’utenza alla luce degli incontestati gravi e cronici disservizi che si registrano sulle linee ferroviarie gestite da Sistemi Territoriali”
“Quindi – precisano Bartelle, Ruzzante – il nostro giudizio su Sistemi Territoriali rimane fortemente negativo ma ci sembra doveroso che per l’ultimo triennio di gestione la Società sia messa in condizione di erogare un servizio idoneo non essendo neppure lontanamente accettabili le attuali note condizioni in cui l’utenza è costretta a viaggiare. Va da sé che se, nonostante l’aumento di spesa, il servizio non migliorerà saremo i primi a chiedere la risoluzione immediata del contratto”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune Piero Ruzzante, Consigliere Regionale, Liberi e Uguali

Ruzzante (Liberi E Uguali), Bartelle (Italia In Comune): «Mense ospedaliere, Zaia riferisca in aula su maxi-bando bocciato da Anac»

Ruzzante e Bartelle chiedono a Zaia di riferire in aula sull’appalto di Azienda Zero per la fornitura dei pasti negli ospedali del Veneto, per un valore di 303,5 milioni di Euro, dichiarato illegittimo dall’Anac

«Sul mega appalto depositate ben quattro interrogazioni a partire dal gennaio 2018. La Giunta Zaia rispose: è tutto ok»

Venezia, 11 giugno 2019 – «Il presidente Zaia deve venire a riferire in aula sul maxi-appalto da 303,5 milioni di Euro per la fornitura dei pasti negli ospedali, dichiarato illegittimo dall’Anac: c’è un impatto di natura economica? E se non c’è, perché l’Anac manda la sua delibera alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica? Quali garanzie per il futuro dei circa 300 lavoratori impiegati nelle mense? E per la continuità e la qualità del servizio? Il presidente Zaia venga a riferire al consiglio». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che durante la seduta odierna del consiglio regionale è intervenuto in aula per chiedere al Presidente della Giunta regionale di venire a riferire sull’appalto da 303,5 milioni di euro per la fornitura dei pasti negli ospedali del Veneto, assegnato a Serenissima Ristorazione ad inizio 2018 e poi sospeso per ricorsi.

«Il bando di Azienda Zero – dichiarano Ruzzante e Patrizia Bartelle (Italia In Comune) – è stato scritto in modo tale da favorire la concentrazione di tutti i lotti nell’unica impresa già presente sul territorio con un centro di cottura, ovvero la Serenissima Ristorazione. Guarda caso l’azienda di Mario Putin, vecchio amico della Giunta Galan, che a Boara Pisani dispone di un grande centro “cook and chill” finanziato proprio dalla Regione Veneto!». Sono ben quattro le interrogazioni che dal 18 gennaio 2018 Ruzzante ha rivolto alla Giunta regionale in merito all’evidente, ed ora definitivamente confermata, illegittimità della procedura di gara. Le ultime due interrogazioni, risalenti al marzo 2019, sono state sottoscritte anche da Bartelle.  «Zaia stavolta non può dire che non sapeva, l’abbiamo avvisato per tempo. Assieme alla CGIL ho più volte mosso dei rilievi puntuali, spiegando precisamente cosa non andava in quel bando, anche perché – aggiunge Ruzzante – oltre all’utilizzo illegittimo dei soldi dei contribuenti e agli aspetti legati alla qualità del servizio c’è anche una questione occupazionale: parliamo di circa 300 lavoratori impiegati nelle mense, i quali ancora oggi sono in balia delle scelte della Regione e di Azienda Zero». «Trovo gravissimo che, a fronte di tutto questo, la Giunta Zaia ci abbia sempre risposto che era tutto ok. Ma ancor più grave è che abbiano scelto, contro ogni principio di precauzione, di proseguire lungo una strada che li ha portati poi a schiantarsi: un anno e mezzo dopo la mia prima interrogazione, sono costretti a prendere atto che il maxi-appalto è illegittimo e Azienda Zero dovrà rifare tutto da capo. Un anno e mezzo sprecato per colpa di una cattiva amministrazione, altro che la migliore in Italia! A rimetterci – conclude Bartelle – sono come sempre i cittadini e i lavoratori». 

Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), consigliere regionale

Patrizia Bartelle (Italia In Comune), consigliera regionale

Rovigo, Elezioni, Bartelle (IIC) “ha vinto Gaffeo e la Lega ha perso, mi aspetto comunque la leale collaborazione della Regione”

“Il primo giugno scorso la candidata Sindaco Gambardella, espressione dalla lega e sostenuta dal centro destra, ha dichiarato pubblicamente che grazie all’aiuto dell’Assessora Regionale alla Sanità e ai Servizi Sociali, una volta eletta, avrebbe subito affrontato e risolto il problema dell’Iras.”
“Ha quindi esposto un progetto di matrice regionale che prevedeva il coinvolgimento dell’Ater Rovigo per acquistare due piani dell’immobile e costruire 50 appartamenti popolari, oltre a rimodulare i posti letto della Casa di Riposo e la natura dei servizi erogati”
“Infine Gambardella ha concluso affermando che la ‘filiera in rete’ con l’Assessora Lanzarin avrebbe consentito di risolvere i molti problemi socio-sanitari che vive Rovigo.”
Sono le parole della Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia in Comune) che aggiunge:
“oggi che il Sindaco di Rovigo è Gaffeo, mi aspetto dalla Regione la stessa leale collaborazione promessa in caso di vittoria della Gambardella e mi aspetto anche che siano messi a disposizione del nuovo Sindaco gli uffici della Regione e le conoscenze all’Ater per facilitare la soluzione degli annosi problemi che l’Iras si trascina.” 
“Altrimenti – continua Bartelle – si potrebbe pensare al boicottaggio nei confronti di un avversario politico dato che una buona gestione della cosa pubblica passa anche attraverso il dialogo tra segni politici diversi”
“Rimanendo in tema di leale collaborazione – conclude Bartelle – l’Assessora potrebbe iniziare con il dichiarare decaduto il Commissario dell’Iras in modo da consentire al nuovo Sindaco di indicare i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione, come è giusto che sia e come richiede anche il processo di trasformazione delle Ipab da sempre annunciato dalla Regione ma, sinora, mai sottoposto al voto del Consiglio Regionale”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune

Vivificazione delle lagune, Bartelle (IIC): “il comparto della pesca è pronto al salto di qualità ma la politica regionale non sembra in grado di dare risposte concrete”

“Ho partecipato all’evento organizzato da Coldiretti Impresa pesca di Rovigo in collaborazione con l’Università di Ferrara ed il CUR Rovigo nel museo della bonifica di Cà Vendramin”
“Importante la presenza al convegno degli studenti dell’IPSIA di Porto Tolle dell’indirizzo di studi ‘Pesca Commerciale e produzioni ittiche’, unico istituto in Italia ad offrire tale formazione scolastica.”
“Quando il mondo tradizionale della pesca, le problematiche legate alla gestione delle lagune, le valutazioni economiche sul comparto incontrano il mondo accademico e scolastico (riferito all’istituto superiore di Porto Tolle), con professori universitari che spiegano in maniera chiara le problematiche legate agli aspetti giuridici nazionali e della comunità europea, significa che un’intero comparto, sta facendo il vero salto di qualità.”
Così la Consigliera Regionale Patrizia Bartelle (Italia In Comune) che aggiunge:
“I giovani studenti del corso portotollese saranno gli operatori della pesca di domani e porteranno nella loro formazione personale il sapere tramandato dai propri familiari e le conoscenze di un territorio unico e difficile”
“Questo si sommerà alle nozioni scolastiche che daranno loro molte opportunità in più e porteranno nelle realtà locale quel valore aggiunto dato dal ‘sapere accademico/scolastico’ che verrà immediatamente speso nel territorio.”
“Una parte del convegno che ritengo fondamentale – continua la Bartelle – è stata l’intervento del direttore del consorzio di bonifica Delta Po, ing. Mantovani, che ha ripercorso la storia giuridica delle leggi che tutelano l’ambiente deltizio in correlazione con i lavori di vivificazione delle lagune, sempre insufficienti rispetto alle esigenze climatiche ed ambientali.”
“È stato dimostrato con tabelle statistiche, difficilmente interpretabili in maniera diversa, che i raccolti di vongole aumentano, negli anni immediatamente successivi ai lavori di vivificazione. Perciò la domanda che si pone è: perché non  si mettono in atto azioni, coordinate e continuative?”
“Sembra quasi – conclude Bartelle – che decenni di evidenze tecniche sui risultati positivi dati dai lavori di vivificazione sia dal punto di vista ambientale che economico economico, lascino sostanzialmente indifferente la politica regionale incapace di prendere le decisioni corrette evitando che gli interventi debbano essere puntualmente richiesti ogni anno. Cittadini con diritti, non sudditi supplicanti”
Patrizia Bartelle, Consigliera Regionale, Italia in Comune